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Mozart e Beethoven protagonisti di Mikrokosmi

Di Rosa

Secondo appuntamento con la bella musica e i grandi interpreti di Mikrokosmos. Domenica 22 gennaio alle 11, sul palco della Sala Corelli del Teatro Alighieri di Ravenna saliranno otto straordinari musicisti: Francesco Di Rosa (oboe), Alessandro Carbonare (clarinetto), Francesco Bossone (fagotto) e Alessio Allegrini (corno), prime parti soliste dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, verranno affiancati dai loro quattro migliori allievi, Francesco Vassallo, Giovanni Mentuccia, Elia Mastrovito e Fernando Servidone.

L’Accademia nazionale di Santa Cecilia è una delle più antiche istituzioni musicali al mondo. Fondata ufficialmente nel 1585 e trasformatasi nei secoli da sodalizio di musicisti di valenza “locale” a moderna accademia ed ente concertistico sinfonico di fama internazionale, unisce un corpo accademico composto di 100 membri fra i più illustri esponenti della cultura e dell’arte musicale a un’orchestra e un coro sinfonici fra i più accreditati in campo internazionale, svolge attività di alta formazione musicale e conserva un patrimonio storico ricchissimo, riflesso della sua storia plurisecolare. Francesco Bossone è parte di questa istituzione dal 1985 in qualità di primo fagotto, senza però tralasciare l’attività concertistica che lo ha visto salire sui palchi più importanti del mondo, sia come solista che in varie formazioni da camera. Anche Alessandro Carbonare, primo clarinetto a Santa Cecilia dal 2003 e Alessio Allegrini, primo corno dal 2004, hanno collaborato con le più importanti orchestre e i più grandi direttori a livello internazionale, dalla Orchestre Nationale de France alla Filarmonica di Berlino e la Chicago Symphony Orchestra, diretti da Riccardo Muti, Claudio Abbado, Lorin Maazel.

L’ultimo arrivato a Santa Cecilia, nel 2009 dopo aver ricoperto lo stesso ruolo di primo oboe solista per 13 anni nell’Orchestra del

Allegrini

Teatro alla Scala di Milano, è Francesco di Rosa, ”…un concertista di livello mondiale, non solo per lo spericolato virtuosismo, ma per la delicatezza, la bellezza del timbro, l’equilibrio nel vibrato col quale interpreta tutti gli assolo…” (Paolo Isotta, Corriere della Sera).

 

Programma

 

W. A. MOZART

(1756-1791)

Ouverture da “Le Nozze di Figaro”

(trascrizione di J.N.Wendt)

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Serenata n. 12 in do minore KV 388

Allegro _ Andante _ Minuetto in canone _ Allegro

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L. VAN BEETHOVEN

(1770-1827)

Rondino in mi bemolle maggiore

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Ottetto in mi bemolle maggiore op.103

Allegro_ Andante _ Menuetto-Trio _ Presto-Finale

 

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